Penso questo, e poi puntualmente me ne infischio: immergere la pasta lievitata dal cuore ricco in un bacile di tè verde è l’amuleto per un dolce risveglio festivo. Il mio.
Il secondo
giorno del nuovo anno. L’“uno” è scivolato via, tra riti scaramantici e
ricerche astrali. Ci giocheremo tutti il numero 6 (la cabala di questo 2013,
ovvero la banalissima somma dei suoi addendi virtuali), per poi lamentarci di
un lauto share che si frammenta in
spiccioli. Quelli che teniamo a portata di mano per lavarci la coscienza
davanti a mendichi di città (alla fine, a conti fatti, il nostro lotto l’avranno
vinto loro, senza manco accorgersene).
La cerco,
stamane, ma non la trovo. Forse Lei è semplicemente in bagno, ancora e sempre,
come ogni donna che, ad ogni alba, fa la mappatura dei propri difetti.
Sì, loro,
gli Irriducibili. La formula esatta, per codificarli e tentare
d’irreggimentarli con la logica è c2p2: capelli-cellulite, pelle-peli. Ma è una
battaglia persa in partenza, lo sappiamo già. Non lo vogliamo ammettere, ma
nella nostra testa campeggia un’immagine d’irraggiungibile perfezione, una
sorta di puzzle fra “pezzi originari” (la nostra falange sinistra, il nostrano
sopracciglio destro, lo stinco sinistro…), e “mutanti” (i denti della Roberts, le gambe di Naomi, il lato b di Pippa…).
Tra tutti i
buoni propositi che ci vengono in mente, per questi 365 giorni nuovi, freschi
di calendario intonso, quanti riguardano il rompicapo c2p2? Che sincerità, e
che disastro. “Siamo donne, oltre alle gambe c’è di più”. Come no.
Basta:
cambiamo rotta, stimiamoci di più per come siamo, se occorre censuriamo
momentaneamente le foto d’un tempo, copriamo quei maledetti, falsi specchi!
Dopo una
bella ceretta, s’intende…
ahahahahah, vero.
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