I capelli odorano di tabacco, quello forte, dal sentore di liquirizia.
Mentre il tao asciuga sul polso, i capezzoli inturgidiscono, scioccati dalla texture del maglione norvegese.
Fuori un cielo di panna, cui non seguiranno neve, pioggia o vento.
Aspetta d'esser leccato via, e basta.
Lei accende bruciatori con vaniglia e cannella, aspirando l'odore agrodolce delle Feste imposte sulle nostre teste.
Tocco una cicatrice sulla guancia sinistra. S'affossa appena, per poi rialzarsi, prendendo la rivincita con un piccolo rigonfiamento sul resto del viso. Stanca di ogni finzione, la lascio luccicare nella sua porporina.
La forza della perseveranza, della speranza cieca, mi spinge a battere i piedi.
Spunto la lista di chi gioca a "solo chiacchiere e distintivo".
Spengo la testa, e accendo il cuore.
"E cosi viene natale,
santa Madonna...
e la gente va in chiesa...e
a fare la spesa
e cosi viene natale,
sempre d'inverno,
con il gelo che ti gela e
con quel nodo nella gola
e mi serve qualcosa
non so dire che cosa e...
e cosi viene natale,
anche stavolta,
tutto il mondo fa festa e
a me fa male la testa"
santa Madonna...
e la gente va in chiesa...e
a fare la spesa
e cosi viene natale,
sempre d'inverno,
con il gelo che ti gela e
con quel nodo nella gola
e mi serve qualcosa
non so dire che cosa e...
e cosi viene natale,
anche stavolta,
tutto il mondo fa festa e
a me fa male la testa"