giovedì 31 ottobre 2013

Invitation

Succede mentre cammini distratta, annusando l'odore della pioggia. Che, sull'asfalto cittadino da troppo tempo asciutto, ha un'allure tutta particolare.

Godi di tutto ciò - queste piccolezze (non apri l'ombrello, ti lasci bagnare, sorridi e basta), che oggi contano più di una vincita al Lotto - e nel frattempo t'infastidisci.

Resti nel tuo pellegrinaggio mentale (fai scorta di sensazioni positive, da affastellare nei momenti di noia disperante), ma riconosci un ronzio di sottofondo. Come le zanzare bastarde d'estate, proprio nel momento del bacio più scabroso.

Alla fine t'incazzi. E ti apri al reale.
Guardi.

Le zanzare sono un paio di piedi maschili, foderati di pelle nera.
Fanno il tip tap tutt'attorno, seguono e pungolano.

Mi scusi.
Posso farglielo un complimento?
Lei è proprio bella.
Ha un viso che...
Le posso offrire un caffè?

giovedì 17 ottobre 2013

Hostage

Io che non dispongo di un Maestro - uno di quegli Illuminati capaci di far cadere il velo dagli occhi, e svelare la vita per quello che realmente è - mi accontento di perenni cadute e risalite alla Auto da fé.

E nei momenti di lucidità (quando il pareo di cotone rinforzato che fodera le sclere è momentaneamente sostituito dall'organza più fine) appare lampante come noi tutti viviamo in Ostaggio della paura.

Bloccati dal giudizio altrui.

Imprigionati nel terrore di fallire.

Paralizzati dal rancore.

Ed è paradossale come, in quei frangenti eterei, ci si senta nell'iperuranio. In una condizione in cui, per farla breve, una pasta alla ganache, quattro righe di Alan Bennett o il miagolìo di un randagio ci restituiscono la Pace Primordiale.

Ed è strabiliante che, scoccata la mezzanotte, deponiamo la saggezza per tornare in cella.

Passatemi le catene, un tozzo di pane vecchio e dell'acqua stantia.
E' tutto ciò di cui l'anima mia abbisogna.
Per tornare nel girone degli stolti.
Per rifarmi Uomo.