Se penso alla pioggia penso a un utero di vacca che prepotente si svuota.
Sono cinque settimane che non vedo la città, mi sento parte di un diaframma alpino che emette un vibrato costante.
Anche gli uomini fanno le fusa.
Quelli all'appartamento 40 guardano la Rai al volume del cinema carcerario - e io fuso.
Il piccolissimo m'appanna un'ascella col suo alito al basilico. Il piccolo russa i polmoni tra gadget messicani a forma d'acaro, di sanguisuga.
Le ultime battute prima di accoppare l'estate.
Ce le giochiamo inconsapevoli, barando, esagerando l'amore.