venerdì 7 novembre 2014

Zio (porco)

Alla novena dell'imprecazione neologica ci si arriva per gradi.
Ma ci si arriva comunque, quasi sempre.

E non è vero che sono i nervi, la sindrome premestruale o il tempo uggioso.
E' la Gente, che pian piano esaspera e corrode alla stregua della famosa goccia sulla roccia.

Certo, al momento dello sbotto stile Timperi ti trova già prostrata, ovvio. Ma solo perché anche il giorno prima, e pure quello precedente, t'aveva pestato il durone dolente già tre o quattro volte, e di quelle moleste.

Allora, diciamocelo, che non ne possiamo più.
E viva le bestemmie celate, che non offendono nessuno se non le orecchie dei peluches Trudi prodotti nel quarto mondo.

Oggi la mia traslitterazione Zuzzurellosa è dedicata a (in ordine sparso ma telluricamente passionale):
- collega fancazzista che si sbarazza delle proprie grane infilandotele scioltamente in saccoccia, come mine disinnescate;
- tutte le donne che alle 7.40 del mattino s'aggirano perfette tra gli uffici cittadini - con l'aria stanchissima, ma nel cuore il conteggio delle ore dedicate al bienêtre - che ti squadrano;
- autori che scrivono per sé stessi e sottopongono il mondo alle loro carte contorte.

Domani passerò al più raffinato "Bio parco".
Tanto, siamo o non siamo già allo zoo?