Ho perso vent'anni di vette per inseguire il mare. Quante depilazioni fallaci, quali eritemi all'inguine. Mi rimarrà sul gozzo nei secoli dei secoli, questo scarto prepotente - che si poteva mitigare con qualche frequentazione così, di sfroso.
Dicono sia l'età, meglio l'età vecchia, a recare nell'animo la mal sopportazione del caldo. Invece non sono tanto l'afa o il fresco, quanto la poesia divergente dei due mondi opposti: alto e basso, rarefazione e ombrellone. Dio se servono entrambi. E io ho mostrato troppo a lungo le chiappe anziché cingerle nel velluto a coste. Lo so adesso che ogni fruscio di rododendro, ogni lampone piegato sulla roccia mi mette il magone.
È stata colpa di mio padre. A lui la montagna mette fame.