Pasqua. Surreale.
Figlio non beve, non mangia. Ma di colpo gli viene la voglia matta: alette di pollo.
Inforco la bici: Esselunga, Lidl, Carrefour: chiuso, tutto.
Pedalo indietro, testa bassa; davanti alla chiesa di quartiere incontro un collega con famiglia, planato dall'altrove. Grigio il cielo grigia la giacca e un poco i volti. Saluti, auguri, apre l'auto allungandomi il pollo fatto a pranzo da sua mamma. Ringrazio, declino, rincaso nel sorriso che mi taglia di traverso.
Adesso. Contiamo le formiche superstiti, sempre meno, nell'Ant City di sabbia e semi. Sulla scrivania della cameretta mano a mano si decapitano, lasciano scoperto l'opercolo del loro piccolo corpo forte.