martedì 23 novembre 2021

Strazio

Il primo enchanté con la morte fu la dipartita di un amico dei miei - l'uomo dall'orecchio spappolato. 

Avevo sette anni, partecipavo a una cena tra adulti in una casa di legno e cristallo; fissai tutta sera la parlantina di quel tipo, che pareva fluire direttamente dal suo immane padiglione auricolare sinistro (o da quel che ne restava). 

Due giorni dopo sentii i miei dirsi, in cucina, le frasi tristi del cordoglio e capendo che si trattava di Lui piansi.

Prima del suicidio di Janos.

Prima dell'eutanasia a Theo.

Prima del bacio gelato ai nonni.

Prima ma prima, le lacrime dure per l'ignoto.

In cucina ci stavo andando per il dolce. Me lo presi comunque e, quatta, andai a gustarmi la gubana dello strazio. In cameretta, davanti alla collezione di smalti, dentro alle calzamaglie bianche.

"Un brutto male alle corde vocali".

Com'era possibile. Era allegro. Raccontava, felice, pulendosi il frico dalla barba. Neanche un sospetto. Un unto, una sbavatura di paura. 

Me lo sognai, la notte stessa e un bis di quelle a seguire, con un traforo aperto nella trachea. Il timbro metallico, diceva di non  preoccuparmi.

lunedì 18 ottobre 2021

Rimbalzo

La manata del judoka faceva spavento. 

Tutte quelle ukemi, tutto quel cadere rotolando e sbattendo sul tatami braccia, polsi. 

I versi accompagnatori, anche. Dei rutti. Urla per i denti. 


Saltai l'esame per levare la cintura bianca e annodare tre volte la gialla. 

I miei cinque anni sono ancora lì, a dire «no no no» nell'angolo sporco della palestra piena. Tra le pupille affollate di gloria e rivalsa, dietro a quei genitori che avevano dato religiosi l'ammoniaca e lo stiro ai judogi, ero il Terrore col caschetto. 

Vai tu, oggi alla prima lezione del primo rimbalzo. 

Ma con la tuta di Spider-Man. 

Colpisci. Ridi. 

sabato 21 agosto 2021

Quinto quarto

Fai di me la trippa e il tripudio. 

Visto che non sai pisciar normale e mi bagni d'urina mento, sciarpa (mai visto un gettito a geyser, mai), consegnoti, arresa, tutte le fibre - specialmente le più fibrose.

Qui ci si sveglia nei 13 gradi.
Ci si corica a 16.
Le tue guance diventano rosse d'un sole che nessuno vede. Le mie chiamano brufoli da quinto quarto, arachidi, cioccolato, cren. 

Oggi andremo a ritirare un'acquaforte da appendere nella casa che ricordiamo più per riguardare questa estate.

Statemi vicino.
Attraversiamo.