La manata del judoka faceva spavento.
Tutte quelle ukemi, tutto quel cadere rotolando e sbattendo sul tatami braccia, polsi.
I versi accompagnatori, anche. Dei rutti. Urla per i denti.
Saltai l'esame per levare la cintura bianca e annodare tre volte la gialla.
I miei cinque anni sono ancora lì, a dire «no no no» nell'angolo sporco della palestra piena. Tra le pupille affollate di gloria e rivalsa, dietro a quei genitori che avevano dato religiosi l'ammoniaca e lo stiro ai judogi, ero il Terrore col caschetto.
Vai tu, oggi alla prima lezione del primo rimbalzo.
Ma con la tuta di Spider-Man.
Colpisci. Ridi.
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