sabato 9 giugno 2018

La flogosi

"Cacca o pipi?"
Mi guardi torvo.
"Cacca".
"Allora, allora mi dispiace".
Ho otto anni sono alla terza Kinder délice e sento che il mio corpo è composto all'ottanta per cento di merda. Marrone l'unico colore cui riesco a pensare, ci tinteggio ogni oggetto della tua stanzetta. Dal pupo in pannolenci al SuperTelegattoneMiao.
"Mamma vuole che gli ospiti vadano nel bagno di mio fratello, quello si può usare. Ma niente cacca, la cacca non vuole, puoi fare tanta pipì ma la cacca no".
Cacca cacca cacca.
Dimmelo ancora dai. Dirla, almeno, fa sollievo.
CACCA.
"Ma a me scappa. Tanto, tanta". Può darsi parli il sudore sulla fronte, raggruppato in piccoli stronzi sferici, scivolante nel tipico moto verso vacuum. Sarei più contegnosa, di solito.
"Vai a mollarla a casa tua".
Vedo me accucciata su un sacchetto Despar da colmare e mollare al primo tassì - "via delle Grazie, grazie". Potrei pagare in Zigulì. Impegnare la gamba destra di Barbie-modella-monella-bella (nonno ha lo zampetto di coniglio alle chiavi della motoretta, magari vale).
Poi, m'assale la paura rabbiosa. Penso a papà al suo fresco unguento maleodorante a mamma che feroce smacchia mutande a quella parola che chiude il cerchio di sederi infiammati, marsiglia grattugiati: "Che ti venga La flogosi". 
E prot.