giovedì 26 gennaio 2023

Butirro

Quanto grasso mettevo nei pirottini del mattino.

Mi alzavo quasi di soprassalto, sentivo già irresistibile sul palato la sofficezza.

Correvo le scale, impennavo la temperatura del forno. 

Levato l'incarto al fondello del pasticcino lo sgozzavo nel mezzo col primo coltellaccio. Prima di ricomporlo, un lato veniva martellato di miele l'altro di butirro profumato (la freschezza della prima neve, la rotondità del fieno ruminato).

Scaldava il tempo del fischio della teiera, poi lo infilavo nella bocca tutto, in piedi, occhi chiusi, ansando. 

Forse rientravo nella pancia di mia madre, per una dozzina di masticature, durante quegli anni tiepidamente scivolosi