Avevano annunciato un settembre estivo.
Invece stiamo già a riflettere se metterci la canottiera e le calze velate.
Tira vento, e tira via le ultime ombre d'abbronzatura.
Senza rancore, estate, se devi andare, vaja con dios.
Lei ed io ci tatuiamo con frutti tropicali, procrastinando ogni cosa.
Ci gratifichiamo dopo ch'è finita la Gavetta.
Una delle tante.
Un periodo fatto di momenti, d'oscillazioni infinite in cerca d'approdo. Una frazione d'eternità che pencolava al fianco scoperto, scioccandolo ogni quattro passi.
Come il contenitore del rancio soldatesco, una latta appesa all'omero che al sole ustiona e al ghiaccio iberna.
Ad aspettarci c'è quello che verrà.
Non saremo mai pronte. Ma vive - a parare i colpi, godere carezze - certamente sì.
mercoledì 18 settembre 2013
giovedì 12 settembre 2013
la Fiesta
Una arriva a 30 anni e si sente ancora la stessa ragazzina che, jeans a zampa e foulard in testa, bucava le Marlboro con le monachelle degli orecchini gitani, per renderle più leggere.
Dev'esserci qualcosa che gira al contrario, in questa vita lanciata a saetta.
La gente invecchia e s'attacca ai ricordi.
Mi fermano persone chiamandomi "amica", quando tutto quel che ci legava era un cenno del capo alla fermata del bus, la testa piena di nozioni per la verifica sulle equazioni esponenziali.
Perché, forse, ad un certo punto smettiamo di sperare di vivere e viviamo davvero. E stare con gli occhi aperti non ci piace più di tanto.
Lei è tornata a farmi visita.
Un ciao fugace, il soffio (dispettoso) al posto mio sulle candeline.
Sa che ci sarà sempre, ma che adesso è il mio turno.
La Donna, non la Bambina.
Una Fiesta per due, a base di pesce. Un po' troppo cotto perché la testa era altrove.
Nel bilancio estatico di tutte queste lune ora alle spalle.
Un'idiozia insomma.
Che serve per capire che, da qui in poi, il necessario non sarà un contorno occhi "prime rughe".
Ma una vagonata di attributi da scippare all'altro sesso.
Dev'esserci qualcosa che gira al contrario, in questa vita lanciata a saetta.
La gente invecchia e s'attacca ai ricordi.
Mi fermano persone chiamandomi "amica", quando tutto quel che ci legava era un cenno del capo alla fermata del bus, la testa piena di nozioni per la verifica sulle equazioni esponenziali.
Perché, forse, ad un certo punto smettiamo di sperare di vivere e viviamo davvero. E stare con gli occhi aperti non ci piace più di tanto.
Lei è tornata a farmi visita.
Un ciao fugace, il soffio (dispettoso) al posto mio sulle candeline.
Sa che ci sarà sempre, ma che adesso è il mio turno.
La Donna, non la Bambina.
Una Fiesta per due, a base di pesce. Un po' troppo cotto perché la testa era altrove.
Nel bilancio estatico di tutte queste lune ora alle spalle.
Un'idiozia insomma.
Che serve per capire che, da qui in poi, il necessario non sarà un contorno occhi "prime rughe".
Ma una vagonata di attributi da scippare all'altro sesso.
Iscriviti a:
Post (Atom)