Studio metamorfosi che passano attraverso i bulbi piliferi. È una guerra all'immagine fissa di sé, la gloria nel sentire (sempre, sempre) qualcuno bofonchiare astioso «scusa, non ti avevo riconosciuto».
Poi, faccio niente. Metto in pratica la delega temporale - ci pensa lui, a spolpare muscoli e appannare sclere.
Basta scoprirmi mancina. Allo specchio. Abbonda quel riflesso, nella voglia di cambiare, lo stravolgimento degli opponibili. Divento una mano sola che tutto disfa, e lo fa bene.