Siamo confuse.
Dazed and confused, precisamente, come cantava in modo magistrale Jake Holmes.
Lei si accoccola ai miei piedi, mostrando un taglio che pare più uno scalpo Sioux.
La guardo dall'alto, ed istintivamente mi tocco la nuca: i miei capelli invece crescono, in un disordine romantico.
Perché puoi aver avuto per tutta la vita una determinata idea di te stessa - tanto nitida da poterla scolpire a colpi leggeri in un blocco di cera, apportando lievi modifiche materiche stringendo appena indice e pollice, a ritmo di swing - e poi cambiare avviso così, in un attimo.
Allora, quando succede, lanci messaggi nell'etere.
A volte contraddittori. Altre lapalissiani. Spesso comunque inconsci.
Sempre utilizzando l'Undisclosed-recipients, quella linguetta che spuntiamo quando tizio e caio devono leggere le nostre mail senza sapere l'uno dell'altro.
Così capita che ci fermino per strada e, a seconda delle pieghe dell'esistenza, ci dicano (col tono di chi s'appresta allo Yodel) "sei raggiante, ma cos'è successo?", "mio dio come sei 'tirata', ma stai bene?".
E noi si cade dal pero. O dal fico.
Dipende.
Versiamo qualche lacrima, di gioia o di amarezza.
E torniamo a sentire gli eco della spensierata adolescenza.
Molte volte, invece, rammentiamo solo tutti quei calli dolenti che sarebbe ora di mettere a bagna.
Ma, se tizio e caio sapessero?
Se la mano destra stringesse la sinistra, se l'eros conquistasse l'agape e la notte abbracciasse il giorno?
Se, insomma, disvelassimo al mondo il nostro profondo sentire, questo ci aiuterebbe a capire cosa ci ha fatto cambiare?
E, soprattutto, lo vorremmo davvero sapere?
Intanto il mio blocco di cera si squaglia ai raggi di un autunno benevolo.
Si ricompatterà da solo, assumerà forme miticamente preistoriche, oppure scivolerà nelle crepe del parquet lasciando un'indefinibile traccia oleosa.
Vabbè.
'Fanculo.
lunedì 22 settembre 2014
venerdì 19 settembre 2014
la Truffa
Davanti allo specchio, nudi con i propri pensieri ancorati a centimetri di carne, non si può barare.
La solita Truffa - quel quotidiano mentire sulla caratura di noi stessi, sul valore che ci diamo, stimato in paragoni futili con il collega d'ufficio, la soubrette via cavo (fa lo stesso) - molla il morso.
Allora lo stomaco si scioglie, un rilassamento acuto s'infila nelle mutande dall'elastico lasco, quelle che fanno le scarpe a tutti i tanga di Victoria's Secret, perché lì dentro ci puoi ballare il meneito, persino scoreggiare. Insomma, vivere.
Davanti allo specchio, nudi con la propria immagine intravediamo ciò che cova sotto.
La pellaccia dura sotto la pelliccia tenera.
Oltre adipe, peli, muscoli e ossa fragili.
'A me mi piace'.
Sono a mio agio, non scappo, non sosto.
Mi sento, e basta.
Il cielo è diventato nero.
Tra poco piove, sicuro.
La solita Truffa - quel quotidiano mentire sulla caratura di noi stessi, sul valore che ci diamo, stimato in paragoni futili con il collega d'ufficio, la soubrette via cavo (fa lo stesso) - molla il morso.
Allora lo stomaco si scioglie, un rilassamento acuto s'infila nelle mutande dall'elastico lasco, quelle che fanno le scarpe a tutti i tanga di Victoria's Secret, perché lì dentro ci puoi ballare il meneito, persino scoreggiare. Insomma, vivere.
Davanti allo specchio, nudi con la propria immagine intravediamo ciò che cova sotto.
La pellaccia dura sotto la pelliccia tenera.
Oltre adipe, peli, muscoli e ossa fragili.
'A me mi piace'.
Sono a mio agio, non scappo, non sosto.
Mi sento, e basta.
Il cielo è diventato nero.
Tra poco piove, sicuro.
martedì 16 settembre 2014
S come Senz'ombra
Rivalutare il senso della vita, pacatamente ma per intero, in modo alquanto serio.
Con la stessa concentrazione che ci condiziona mentre soppesiamo il nostro wardrobe e decidiamo che, sì, quest'anno il giallo-lime sarà tra i pantoni most wonded della wishlist domestica.
Fuori l'estate scema.
Lei ed io aspettiamo che il ciliegio esali l'ultimo respiro - le foglie sibilano accartocciandosi piano -, vittime di un voyeurismo macabro e goticamente esaltato.
Abbiamo capito che la pianta ha vissuto per quarant'anni buoni, siamo pronte a lasciarla andare in pace.
Abbiamo capito che le cose che contano sono al massimo due, forse tre, e senza retorica giochiamo a shangai con l'esistenza, sempre convinte che less is more.
Allora - senza parole, senza pensieri, col cerebellum in pausa e l'istinto primordiale tarato sull'on -, sappiamo che abbiamo cambiato per questo postura, favella, amicizie, sguardo e riposo notturno.
Anche la fase rem ha una saggezza nuova, e sussurra senza posa il suo Panta Rei.
Mollate le ancore, oscilliamo veloci nell'idillio di un unicum temporale.
Siamo agavi Senz'ombra che non soffrono più la sete.
Con la stessa concentrazione che ci condiziona mentre soppesiamo il nostro wardrobe e decidiamo che, sì, quest'anno il giallo-lime sarà tra i pantoni most wonded della wishlist domestica.
Fuori l'estate scema.
Lei ed io aspettiamo che il ciliegio esali l'ultimo respiro - le foglie sibilano accartocciandosi piano -, vittime di un voyeurismo macabro e goticamente esaltato.
Abbiamo capito che la pianta ha vissuto per quarant'anni buoni, siamo pronte a lasciarla andare in pace.
Abbiamo capito che le cose che contano sono al massimo due, forse tre, e senza retorica giochiamo a shangai con l'esistenza, sempre convinte che less is more.
Allora - senza parole, senza pensieri, col cerebellum in pausa e l'istinto primordiale tarato sull'on -, sappiamo che abbiamo cambiato per questo postura, favella, amicizie, sguardo e riposo notturno.
Anche la fase rem ha una saggezza nuova, e sussurra senza posa il suo Panta Rei.
Mollate le ancore, oscilliamo veloci nell'idillio di un unicum temporale.
Siamo agavi Senz'ombra che non soffrono più la sete.
giovedì 11 settembre 2014
la Resa (dei fatti)
Tra un'ora, trentun anni fa, nascevo.
Ho bevuto una vita spesso pontificata, fatta di attese a volte inutili, altre salutari, spesso in cardiopalma.
Oggi?
Oggi sono tranquilla.
Perché la Resa dei fatti arriva quando meno te l'aspetti, e non è che devi sentirti pronta, ma hai il dovere di esserci: è un lusso che puoi permetterti quando la paura di mettere un passo davanti all'altro si sostituisce al senso d'avventura, all'ignoto che 'benvenga'.
Quattro fette di torta a mollo nello stomaco.
Tre candeline e mezza di cera sciolta nel taschino dei jeans.
Ho bevuto una vita spesso pontificata, fatta di attese a volte inutili, altre salutari, spesso in cardiopalma.
Oggi?
Oggi sono tranquilla.
Perché la Resa dei fatti arriva quando meno te l'aspetti, e non è che devi sentirti pronta, ma hai il dovere di esserci: è un lusso che puoi permetterti quando la paura di mettere un passo davanti all'altro si sostituisce al senso d'avventura, all'ignoto che 'benvenga'.
Quattro fette di torta a mollo nello stomaco.
Tre candeline e mezza di cera sciolta nel taschino dei jeans.
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