martedì 16 settembre 2014

S come Senz'ombra

Rivalutare il senso della vita, pacatamente ma per intero, in modo alquanto serio.
Con la stessa concentrazione che ci condiziona mentre soppesiamo il nostro wardrobe e decidiamo che, sì, quest'anno il giallo-lime sarà tra i pantoni most wonded della wishlist domestica.

Fuori l'estate scema.
Lei ed io aspettiamo che il ciliegio esali l'ultimo respiro - le foglie sibilano accartocciandosi piano -, vittime di un voyeurismo macabro e goticamente esaltato.
Abbiamo capito che la pianta ha vissuto per quarant'anni buoni, siamo pronte a lasciarla andare in pace.

Abbiamo capito che le cose che contano sono al massimo due, forse tre, e senza retorica giochiamo a shangai con l'esistenza, sempre convinte che less is more.
Allora - senza parole, senza pensieri, col cerebellum in pausa e l'istinto primordiale tarato sull'on -, sappiamo che abbiamo cambiato per questo postura, favella, amicizie, sguardo e riposo notturno.
Anche la fase rem ha una saggezza nuova, e sussurra senza posa il suo Panta Rei.

Mollate le ancore, oscilliamo veloci nell'idillio di un unicum temporale.
Siamo agavi Senz'ombra che non soffrono più la sete.

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