Succede mentre cammini distratta, annusando l'odore della pioggia. Che, sull'asfalto cittadino da troppo tempo asciutto, ha un'allure tutta particolare.
Godi di tutto ciò - queste piccolezze (non apri l'ombrello, ti lasci bagnare, sorridi e basta), che oggi contano più di una vincita al Lotto - e nel frattempo t'infastidisci.
Resti nel tuo pellegrinaggio mentale (fai scorta di sensazioni positive, da affastellare nei momenti di noia disperante), ma riconosci un ronzio di sottofondo. Come le zanzare bastarde d'estate, proprio nel momento del bacio più scabroso.
Alla fine t'incazzi. E ti apri al reale.
Guardi.
Le zanzare sono un paio di piedi maschili, foderati di pelle nera.
Fanno il tip tap tutt'attorno, seguono e pungolano.
Mi scusi.
Posso farglielo un complimento?
Lei è proprio bella.
Ha un viso che...
Le posso offrire un caffè?
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