Come può un giorno durare una vita, ed una vita un giorno?
Gli scherzi del tempo sono così: beffardi e imprevedibili. Minuti che gocciolano lenti, settimane fulminee.
E' lunedì, si torna alla normalità, alla routine. Mentre io mi destreggio tra tacchine al forno ed esercizi di pilates home-made, Lei bisticcia con le sue cose, e come una bimba reclama (senza successo) oggetti legati al tempo della vacanza.
Oggi non passa mai.
Quando mi sento così - inghiottita dalle piccole cose, senza contorni e senza perché - provo a mettermi nei panni di qualcun altro.
Così, in questo quotidiano flemmatico, sono stata per qualche secondo D'Annunzio: annoiato e lascivo, mi trascino da un sofà ad una scrivania, scostando le tende pesanti, nascondendomi al mondo, in compagnia di una testuggine d'alabastro. Dal sorgere dell'alba sto aspettando il tramonto, solo per vagheggiare, protetto dalle ombre della sera, su di un antico bacio, rubato in un giardino odoroso. Mi liscio un baffetto, mi guardo allo specchio; non mi piaccio e gonfio il petto, per darmi coraggio. Questa solitudine piace e fa paura. Come il domani, incerto; da riempire di parole per non perdere il senno, per ingagliardirsi.
Memento audere semper
Massì. Osiamo. Stasera.
Nel ripieno delle carni, sul desco, prugne... alla lavanda.
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