Ode alla
luna, al sorriso bello, ai passi che uno dopo l’altro, uno dopo l’altro, uno
dopo l’altro non inciampano mai, mai, mai.
Le odio
tutte.
Non mi
feriscono ma le sento.
Le cose
splendide.
Canto le tue
palle sudate, il mio mal di testa. Il tuo russare alle 5.40, il mio piangere
bagnandomi i piedi.
Canto a
bocca chiusa (mugugno demente).
Questo con
tutto il resto.
Come l’acqua di
traverso: esce dal naso e affoga abbastanza.
Che affoghino.
Tutte.
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