Affezionata a Caronte africano - che portava all'inferno della vacanza, della transumanza sudata senza cedimenti - guardo il corpo di chi non riconosco.
Si spoglia. Degli abiti e degli anni.
Oggi ne ho dodici.
Uscita dalla tela di Schiele, al menarca della vita.
Tutto è accenno, abbozzo, un regredire.
Forse il corpo è stanco.
Di non essere più felice né triste. Del cupo godimento animale, senza sfondo, che consuma.
Di non servire a niente.
Un seno che avanza da mani piccole.
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