L'ago non entra, la pelle è contratta.
Forzo l'ingresso, mi faccio male, lascio colare il sangue. Una bolla rossa che si gonfia e poi sviene come le gocce di pioggia sul finestrino.
Penso a cosa circoli, adesso, nel mio corpo nescio.
Mischiato al dolore, alla pena.
Anch'io, come questo sangue perso, non voglio saperlo.
Svengo. Sullo stridore e sui conati della coscienza appoggiata lì, fra i kleenex e l'alcool etilico.
Nessun commento:
Posta un commento