In attesa della resurrezione in spirito e carne, ammasso ricordi vecchi come maglioni bucati.
Subentra la leggerezza del giudizio sospeso, dell'affidarsi a mani più capaci.
"Non c'è mai stato un Venerdì santo col sole a spaccare le pietre", ho pensato all'ombra del ciliegio, coi brividi del vento freddo insinuati tra le cosce.
E' morto da poco tempo, Lui, e dobbiamo cullare lo strazio in un autunno improvviso, che qui ritorna, sempre.
Ma la speranza.
Ah, la speranza.
Sento già i talloni scaldarsi sul tufo bollente.
Le grida degli amici attorno alla tavola imbandita.
L'abbraccio complice che cinge alle costole.
Il cielo terso sotto cui urlare "è tornato! Alleluja".
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