mercoledì 6 febbraio 2013

S: la sabbia che canta

"Quando cavalchi o cammini sulla duna di sabbia, il suono dei tuoi passi si sente a dozzine di miglia di distanza. Nel giorno della festa dei giovani, come era costume da secoli, la gente che viveva dentro le mura del castello era solita scalare il monte Ming-sha-shan e lasciarsi scivolare tutti insieme, sulla sabbia. Il suono prodotto era simile al rombo del tuono".
Cronache di Ton-Fan, Cina, 880 A.D.

Dopo il viaggio di nozze, volevo ricreare una stanza speciale, a casa, con il pavimento di sabbia, luci perlacee, morbidi cuscini.
All'idea, Lei già impazziva.
Sono passati due anni, e ci penso ancora. Resterà uno di quei desideri inespressi e un po' folli, come un abito di panpepato, un cappello di zucchero filato.

Penso ancora a quella manciata di sabbia sospesa sull'oceano.
Ne portavi sempre un po' addosso, s'infilava dappertutto, e liberandoti - la sera, tra le lenzuola fruscianti - la sentivi cantare, mentre si schiudevano i boccioli di frangipane.
La melodia di un lungo respiro morbido.
Quello che riesci ad espirare anche tu, ad oltre seimila chilometri dalla terra madre.

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