Finito il compleanno, è appena sera - quindi fa notte per me che addormo Antonio (sempre) come fosse il cobra da esibire attorno al collo: Orfei ad Orfeo.
Finito, e sento il loro odore.
Non solo i profumi: Paris d'Yves Saint Laurent, Fresco Victor, Pino Silvestre.
Soprattutto, il burro fuso, l'acquaragia, il solfato di rame.
Fisso il soffitto senza plafond e dall'alto di un cielo coperto dai coppi grondano, su molecole olfattive; scendono, uguali ai brillantini di quelle bombe acriliche alla discoteca.
"Ciao nonni". Penso, dico.
Inghiotto una lacrima che è zircone. Si conficca nella balera della mia gola, dell'orecchio dove tutti insieme ora cantano col battimani "ciandì ciandì ciandì".
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