domenica 18 settembre 2016

Vorace

Fuori dalla finestra, per ore. Guardavo.
La gente, i campi. Scossi dal loro brivido. L'immobilità di serramenti sbarrati e tetti senza fumo mi faceva mancare. Occhi subito chiusi. Sulla sensazione di laterizi inanimati capaci di paralizzare.
"Ci sarà qualcuno, là, che si muove. Vive", il pensiero incoraggiante.

Allora riaprivo lo sguardo. Tornavo al poggiolo spento sul pelo dell'orizzonte basso. Riuscivo a vedere uno scamiciato rosso con dentro l'ansia di una bambina dagli zigomi alti.
Un pony rosa nel pugno. Il respiro vorace.

Nessun commento:

Posta un commento