domenica 29 novembre 2015

punto G

Sono alla ricerca del mio punto G.
Lo confesso: ho trentadue anni suonati, e brancolo ancora nel buio.
Ogni tanto, sfogliando gossip mentre la tinta attacca, mi consola quel joker della Ventura, o la pettoruta Venier, donne (s)fatte che, nonostante il pedigree paillettato, il cimax non l'hanno ancora raggiunto.

Sarà che sbaglio tutto.
Sarà che, complice il guru interiore, non ispeziono la mutanda e volgo all'iperuranio.
Sarà quel che sarà, ma io questo brivido lo pretendo  e a Doris Day ho sempre preferito Raf.
E sì che ho ben chiaro ciò che cerco: galvanizzare la mia esistenza, darle una botta di corrente continua con sorgente interna, stabilizzata e resiliente. Qualcosa che somigli a uno scopo serio ma luccichi come gli ori turchi che infoiano le gazze.

Pensare che pure mi accontenterei di una "G" semplice, ignorante, da bar.
Ginseng, guaranà, ginkgo biloba...
Ma anche quelle mi vengono a noia, dopo una subdola palpitazione che, spacciandosi per sussulto mistico (il riconoscimento di una corrispondenza, fosse anche in tazza grande), è solo una banale tachicardia vascolare.


2 commenti:

  1. Io all'alba dei 33 anni ho scoperto dove si trova il mio e viene spiegato molto bene qui:

    "Le parole sono per le donne il miglior afrodisiaco. Il punto G è nelle orecchie, chi lo cerca più in basso perde il suo tempo." Isabella Allende

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