venerdì 29 novembre 2013

L: il Lamento costante

Se non la si disciplina, la Mente parte toujours alla rincorsa del Lamento costante.
Talmente abituati a biasimarci, lo facciamo anche in maniera preventiva.
Castrati.
Sì, ci castriamo.

Quando sarebbe bello essere fieri di noi stessi nel profondo.
Accettandoci integralmente.
Anche quando siamo brutali.
Soprattutto, quando siamo cinici.

Le persone buone sono infatti le più pericolose.

Noi - Lei ed io - nutriamo una profonda avversione per i loro "gne gne gne", quei capi inclinati, oscillanti, votati al compatimento costante.

Le persone buone non esistono.

Sono tutte anche cattive.
E pure tanto.

Allora io esprimo ogni mattina il mio Lamento latente, lo manifesto affinché non sia strisciante.

Oh, Santi Numi, perché non vivo a Thudufushi, circondata da placidi flutti?
Oh, Ingrata Sorte, come mai non ho la pelle di Natalie Portman e il naso della Kidman?
Ah, Fato Meschino, non potevi dotarmi del talento di Oscar Wilde?
Deh, Tempo Crudele, ti scocciava tanto fermarti alla mezzanotte del 1996?

Poi, così, possiamo pure lottare.
Ah, adesso ho le mani libere per scazzottare il destino.

http://mormonwomenbare.com/

2 commenti:

  1. Ottimo metodo il tuo! Scazzotta forte!

    Belle foto...mi han fatto riflettere

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    Risposte
    1. Fasciature strette e via, il sacco da colpire s'improvvisa man mano ;)

      Coraggiose le donne mormoni, eh?
      Hai letto l'articolo su La Repubblica?
      http://larep.it/IvLBaG

      E noi (plurale maiestatis!) che ci lamentiamo...
      Pff!

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