martedì 3 ottobre 2023

Furore

Fcevo il bagno contando i minuti di libertà, dentro alla piscina contornata da palme e mistràl, e cicale esaurite.

Una bracciata, una boccata di carote à la moutarde risalente al pranzo (troppo) recente.

Il blu di quel cielo è talmente finto da ricordare le tele della più bella Odigitria messianica. Mi sentivo così nell'ammollo di un battesimo fresco, di una possibilità liquida - reale, ma imprendibile.

A metà nuotata, arrivavano. Madre padre gemelle. Una famiglia. Fasciati entro t-shirt anti uv, iniziavano giochi allegri nel cloro, con baci, tuffi morbidi, "mes petits délices". 

Qual è la verità dei rapporti consanguinei? Li caratterizza la dolcezza sublimata o li bilancia l'irriguardoso senzafiltro? 

Li sbirciavo. Collocandomi con peccaminoso dispiacere nella sfacciataggine dei peti liberi, dei morsi sui lobi, le sgridate a vena aperta, tanti cristo, qualche demenzialità, peda(la)te qui e là. 

Senza invidia, ma sotto quel sospetto riservato ai sinonimi della perfezione, alle figure arcane (meritevoli d'epigrammatici studi, e sguardi), filtravo. 

Niente da fare: sono quella del furore: i finti ammazzamenti e la foga degli abbracci che fanno male. 


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