Voglia di scrivere saltami addosso.
- E' un sintomo grave, dottore? -
Accendo e spengo il pc, con un romanzo a metà, i blog che languono e la scusa che "di scadenze mica ce ne sono". L'importante è leggere (e sì, almeno quello lo sto facendo. Compulsivamente).
Quando ti cade in testa qualche grossa tegola, e non ti sei spostato, tendi a restare così: galleggiante, sospeso. Convinto di aver carpito in qualche modo il senso profondo della vita, perché hai provato dolori acuti e lancinanti, e non ne sei morto. E adesso sei sicuro che il distacco, il divertissement siano i motori guida del tuo andare a casaccio.
La verità è che ti stai riprendendo. E sei in modalità "attesa".
La verità è che hai ridimensionato tutto, persino il concetto di 'ridimensionare'.
La verità è che nessuna Verità esiste. Che del concetto 'trova un senso' non te ne frega un cazzo: vivi, respiri, ridi: tanto basta.
Insomma, esisti solo tu. Col tuo sorriso da Buddha beffardo.
Le tue giornate a volte veloci, altre letargiche. Ma che comunque - non te ne capaciti - profumano allo scoccare di ogni secondo.
Solitamente di curcuma e cera d'api.
Quanto son felice di leggerti così!
RispondiElimina"Hai provato dolori acuti e lancinanti, e non ne sei morto": la meraviglia dell'essere umano. Aggiungerei, oltre a non essere morto, sei diventato più forte, più luminoso ancora.
Ti voglio bene, Piccirì.
Eliminaanch'io a te e tanto!
RispondiEliminasempre più felice di averti mandato quella mail...